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Un aroma che risveglia

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Tutti conosciamo bene il piacevole senso di accoglienza che si ha entrando in un ambiente dove è appena stato fatto il caffè.  Quell’incantevole aroma che si diffonde nell’aria non è solo il preludio al piacere di gustare la bevanda, è già da solo una delizia per l’olfatto. Ma forse c’è qualcosa di più: sembra infatti che il solo profumo del caffè sia in grado di svolgere un ruolo sul sistema neurovegetativo.  Lo dimostrerebbe uno studio condotto su animali dal biologo giapponese Yoshinori Masuo che dopo aver sottoposto alcune cavie ad un periodo abbastanza lungo di veglia, ne ha misurato l’attività cerebrale, registrando che alcuni geni lavoravano al di sotto del loro normale regime di funzionamento. Esposti al solo aroma del caffè, e quindi senza l’assunzione di caffeina, gli animali hanno espresso una rapida ripresa dell’attività su tutti i geni che si erano “addormentati”.  La notizia è documentata sul Venerdì di Repubblica dell’11 luglio.
La prospettiva può essere collegata al crescente interesse suscitato dall’aromaterapia, una disciplina che studia e pratica l’utilizzo degli olii essenziali di origine vegetale per il mantenimento della salute o per la terapia. L’aromaterapia sostiene che le sostanze volatili e odoranti delle piante possono avere effetti sulla fisiologia umana interagendo sul piano fisico, energetico ed anche mentale.
Ancora lontana dall’essere una vera e propria terapia, l’aromaterapia ha bisogno di verifiche e studi prima di poter essere considerata un vero e proprio sistema di cura. Resta però innegabile che le sensazioni fisiche prodotte da profumi e aromi hanno per noi un forte potere evocativo e immaginifico. E’ dimostrato scientificamente che sono gli odori a risvegliare in noi i ricordi più lontani. E siamo quasi sicuri che se c’è un aroma che può provocare buonumore (almeno ai curatori di questo blog) è proprio quello del caffè.

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